orlando | il castello delle illusioni



L’Orlando Furioso di Ariosto è il poema della crisi, del crollo dei costrutti e della ricerca affannata di un idolo da possedere: sia esso un cavallo, un’armatura, una donna, comunque un qualcosa di definito che ci definisca. Ad aprire l’azione del testo è un atto di sovversione: una donna, messa al palio, fugge rompendo gli equilibri di un’intera società e di chi la abita, ma la perdita dell’equilibrio può condurre ad un passo in avanti o a infrangersi in un crollo.

È su questo gioco di equilibrio e di fatalità che si sviluppa l’azione scenica. La perdita e il recupero, la crisi e la rinascita, la letteratura e il vissuto, il passato e il presente sono esplorati e animati da suoni e da corpi che danno forma, dimensione, consistenza allo spazio: non il castello di Atlante, ma una casa nel bosco. Un filo ci conduce attraverso questa dimensione, a reggere il capo di questo filo c’è una donna che non potrà sottrarsi dal fare i conti con la presenza silenziosa, ma mai passiva del Caso.


con Enzo Capasso, Antonetta Capriglione, Marica Cordella, Francesca Fiore, Nicol Memoli 

e con Maria Celentano, Mara Fiore, Claudia Marchese, Carmen Prisco, Raffaela Sorvillo

musiche dal vivo Hartmann trio

trucco di scena Flavia Raucci

storytelling fotografico Massimiliano Iannone

foto di scena Massimiliano Mona

video Matteo Cinque

disegno luci Virna Prescenzo 

testo e regia Carlo Roselli 

dramaturg Simona Forte

coreografia e regia Serena Bergamasco

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