La ciorta di Zeza


teatrisospesi/Compagnia dell'asino rotto
spettacolo presente al festival Buda Jamarcna, dedicato a T.Kantor, Rzeszow, (Polonia). Partecipa alla prima edizione di Come d’Arte, festival Internazionale di Commedia dell’Arte, Viterbo. Premio “miglior regia” al Festival MonoDrama-Monologue Dramatique, Cantina delle Arti - Sala Consilina, Salerno, partecipa al Festival dei Teatri Mediterranei, Bertolt Brecht – Formia (LT).

Uno spettacolo surreale in bilico tra clown, commedia dell’arte e narrazione nel quale la musica, il corpo e l’interazione con il pubblico sono il mezzo per arrivare ad un teatro necessario e partecipato, senza per questo cedere il passo a (ri)animazioni varie, improponibili archeologie teatrali e sperimentalismi che possano mortificare l’essenza narrativa.

In una cucina/retrobottega, una serva tuttofare (Zeza) prepara il pranzo che andrà alla tavola del Principe Taddeo, ospite di un numero imprecisato di donne narratrici chiamate a intrattenerne la moglie, schiava brutta, saccente e dalle strane e infinite voglie che con un garbuglio e un sortilegio ha fatto innamorare il Principe a scapito di Zeza, la triste e innamorata giovane che lo salvò da un maleficio, finita (nella nostra idea) a gestire la cucina e a prendersi cura di un neonato.

Questo il pre/testo dal quale partire per un racconto in forma di scatole cinesi, nel quale la favola s’intreccia con la quotidiana dura vita di Zeza, tra le mille difficoltà di chi gestisce una cucina, pur di non morire di lavoro “origlia” alla porta per riferirci le storie di un mondo illusorio e senza spazio né tempo.

Di e con:
Carlo Roselli

Coreografie
Serena Bergamasco

Costumi
Anna Maria Siani

Musiche originali
Carlo Roselli


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